
PAOLO CONTE - Gong-oh
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I fan di Paolo Conte sparsi
per tutto il mondo potranno esultare: ad un anno dal suo
ultimo album di inediti “Nelson” l’avvocato di Asti torna
con un nuovo disco, “Gong-ho”, una raccolta di 19 tra tutti
i suoi grandi successi con un inedito, “La musica è pagana”.
E per presentare questo suo ultimo “figlio” musicale il
musicista italiano è in giro per tutta Europa dove sta
mietendo successi nei più prestigiosi teatri, soprattutto in
Francia, dove lo considerano quasi di casa, al pari di un
altro grande figlio della musica italiana d’autore come
Gianmaria Testa. Dopo 40 anni di onorato servizio Paolo
Conte si conferma una delle voci più ispirate e
caratteristiche della musica italiana, capace di non far
pesare il suo approccio “classico” (“La parola ‘classico’ e’
una bella parola. Da’ l’idea di sfidare il tempo“, come
afferma lui stesso) in un mondo così musicalmente
tecnologico ma anzi esprimendo la leggerezza della musica
tramite le note del suo fido pianoforte, e questa raccolta
serve anche come “bilancio” della sua carriera, senza
escludere la possibilità di un nuovo disco di inediti.
Il titolo della raccolta è stato scelto dallo
stesso Conte che lo spiega così: “E’ in nome (onomatopeico –
Gong) che ho dato allo spirito del ritmo e del gioco,
protagonista della canzone. E’ un’essenza (costruita) che
attrae i nostri sensi. Magari è anche puro spirito, ma di
questo è difficile parlare. Persino Dante nel Paradiso ha
fatto fatica”. Il singolo inedito del disco inedito lo è
davvero, dato che si avverte al suo interno una matrice
elettronica inconsueta per Conte, che ha così voluto
celebrare la paganità della musica anche con il testo,
leggendone alcune frasi come “A bagno nel latte d’asina
qualche lontana zia… mugola… musica… Sta pagando l’indigeno
sull’acqua verde va zufola… musica…” oppure “Com’è pagana la
musica l’arcuata danza sua… Pegaso… naviga… Come una donna
che scivola tra i complimenti… e via”. Nostalgico dei dischi
a 78 giri ma senza disdegnare le nuove tecnologie, non-conoscitore
dei talent-show televisivi, amante dei paesi stranieri ma
innamorato dell’Italia convinto che sotto sotto ci invidino,
inseguitore di musica tra i temporali… questo è Paolo Conte,
che in questo “best of” ha raccolto brani famosi e meno
famosi (“La scelta dei brani mi piace, anche se un
repertorio vasto come il mio comporta rinunce“), brani come
“L’orchestrina“, “Sotto le stelle del jazz”, “Alle prese con
una verde Milonga“, “Novecento“, “Gli Impermeabili”, “Cosa
sai di me?“, “Un vecchio errore”, “Una faccia in prestito”,
“Happy Feet“, per terminare con una versione della sua
celeberrima “Via con me” in un nuovo arrangiamento fatto ad
hoc. Una sorta di viaggio nel tempo nella carriera di un
artista ancora innamorato del jazz alla Baker e alla
Armstrong e dei “crooner” come Hoagy Carmichael, un artista
capace di appassionare il pubblico di tutto il mondo come
pochi, pubblico che per lui è lo stesso ovunque (“Il mio
pubblico si somiglia ovunque, anche al di la’ delle barriere
linguistiche. Mi piace, si’, l’Olympia, ma anche
l’Auditorium di Berlino, il Carre’ di Amsterdam, il
Filarmonico di Chicago, perche’ hanno perfette armonie
acustiche“) , pubblico nello specifico di Amsterdam, Nantes,
Parigi, Nizza e Barcellona per cui ha suonato ultimamente
seguito ed accompagnato da un’orchestra di 10 elementi. Il
Maestro, che tra i suoi prossimi progetti ha quello di una
registrazione per lo spot televisivo del nuovo profumo dello
stilista Valentino, dopo questo lungo viaggio nei paesi
europei tornerà in patria per una seconda parte del suo
tour, dove toccherà le città di Bari (il 17 e il 18 Febbraio
al teatro Petruzzelli), Livorno (il 31 Marzo al Teatro
Goldoni) e Bologna (il 23 Aprile al Teatro Europauditorium).
Per chi volesse seguirlo, si accomodi, la verde Milonga è
appena cominciata.
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