IL RITORNO DI J-AX

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il ritorno di J-Ax da solista non ha deluso le attese, visto il successo dell'album “Meglio prima (?)” che ha ottenuto un disco d'oro e continua a comportarsi egregiamente.
Per il rapper milanese si tratta del quarto album in solitaria dopo lo storico capitolo degli Articolo 31 e mille altre avventure sparse (su tutte la recente sintonia con Neffa nel progetto Due di picche, ritrovata e poi ancora perduta ma che ha lasciato comunque il suo segno).

Abbiamo parlato in precedenza di “Domenica da coma” e della title-track, già estratte dal disco così come altri singoli non rilasciati ufficialmente ma comunque diffusi in vario modo (“Dentro me” e “Reci-divo”); oggi è la volta di “I like my bike”, pubblicata in contemporanea con la chiusura del tour.
La canzone è allegra e spensierata, pur con le tante trovate del paroliere, intrisa di un sapore da dancefloor garantito da un battito incessante e dai ritornelli festaioli.

Il pretesto di un inno alla bicicletta, con i significati di lentezza e semplicità che si porta dietro, è spunto per considerazioni in libertà da parte di un J-Ax ormai sereno e ben convinto delle proprie scelte.
L'impostazione patinata e ballerina di “I like my bike” la rende un prodotto in qualche modo assimilabile a tanti brani provenienti dagli USA e basati sull'accostamento fra rap ed electropop: qui il rapper fa tutto da solo, dimostrando di saper ancora una volta miscelare il proprio stile con tante altre influenze.

Per non farsi mancare l'aria gigionesca che tanto bene lo inquadra, J-Ax appare nel video come capo di una gang di biker – in sella a biciclette e non a chopper, naturalmente – sullo sfondo della California.
Con l'eccezione degli irriducibili che non perdonano al rapper la minima escursione dai terreni già battuti, questo nuovo capitolo di “Meglio prima (?)” segna un altro buon punto a favore di J-Ax.
                                                                                                                                                     Sergio Cadeddu, martedì 22 novembre 2011
 


 

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