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Un disco dal suono che non
deve farsi amico nessuno. L’artista mescola ingredienti di
origine protetta: le chitarre ed il rock tirrenico della
Napoli evoluta, il calore mediterraneo di un ritmo
fortemente meridionale, il graffio di una voce riconoscibile
in qualunque angolo del Paese. E il titolo viene spontaneo e
non puo’ essere che “Radice”, unica parola in italiano di
tutto il CD. Coerente ma nuovo, tradizionale ma innovatore,
declina in chiave contemporanea una storia (ed un orgoglio)
che solo un napoletano puo’ esibire. In queste canzoni ci
godiamo tutti i “gragnanielli” possibili: l’autore, il
musicista, il cantante, il poeta partenopeo. Dodici pezzi,
tutti inediti in lingua napoletana, musicale, morbida o dura
a seconda dei casi. “Il grande maestro Roberto Murolo – dice
Enzo – mi ha insegnato come bisogna cantare in napoletano,
scandendo e pronunciando ogni singola vocale”. A certificare
il radicamento partenopeo del lavoro, il tredicesimo brano:
“Indifferentemente”, l’unico dell’antica tradizione
napoletana, rivisitato in maniera passionale (e ritmica),
con cui Enzo ha voluto concludere il suo album, quasi a
voler gettare un ponte tra antico e moderno, cercando una
ipotetica continuazione di un repertorio che ancora ci vede
primi nel mondo per poesia e melodia. Questo progetto di
Gragnaniello, che ha voluto arrangiare personalmente tutti i
brani, e’ stato condiviso musicalmente con i Sud Express,
una formazione nuova anche se composta da musicisti del
calibro di Franco Del Prete (batteria), Piero Gallo (mandolino
e chitarre) e Francesco Iadicicco (basso), con il contributo
speciale di Erasmo Petringa al violoncello in “Indifferentemente”.
Un gruppo scarno ed essenziale ma estremamente funzionale
nell’architettura degli arrangiamenti, al servizio della
grande vocalita’ di Enzo, come nelle migliori tradizioni
della cultura musicale straniera. |









